La Forza di Frida

La Forza - Tarocchi di MarsigliaIl significato dell’Arcano XI dei Tarocchi, “La Forza”, si è evoluto e modificato nel corso dei secoli. Durante il Rinascimento, questo Arcano veniva utilizzato per rappresentare la virtù cardinale della Fortezza, ovvero la fermezza e la costanza necessarie per affrontare le avversità e andare alla ricerca del bene. Nei Tarocchi Marsigliesi del ‘700, ha assunto una valenza relativa al dominio delle pulsioni e alla capacità di servirsi utilmente e creativamente della propria energia. Nei mazzi del ‘900, la Forza passa ad indicare la superiorità della ragione sul sentimento, della virtù sull’istinto, della forza morale su quella materiale. Nel nuovo millennio, infine, questo Arcano diventa più “gentile”: non si riferisce più al concetto di “dominio”, bensì all’autocontrollo che si ottiene grazie alla conciliazione di ragione e sentimento; rappresenta dunque la capacità di attingere alle proprie risorse interiori al fine di creare armonia nel mondo.

Se oggi dovessi descrivere “La Forza” dei Tarocchi per mezzo di parole-chiave significative, tra queste non potrebbe certo mancare il termine “resilienza”, ovvero la capacità di flettersi di fronte alle avversità senza spezzarsi, proprio come farebbe un giunco mosso dal vento… E proprio come riuscì a fare Frida Kahlo, la grande pittrice messicana divenuta icona globale di coraggio, indipendenza e stile. La sua storia, segnata dal dolore ma anche dalla capacità di risorgere dopo ogni sconfitta, affascina chiunque ne venga in contatto.

Frida

Infanzia e giovinezza

Frida nacque a Coyoacán il 6 luglio del 1907, nonostante le piacesse raccontare di essere nata nel 1910, perché si sentiva figlia della rivoluzione messicana di quell’anno e, dunque, del Messico moderno. Il padre Wilhelm (detto anche Guillermo), fotografo tedesco, conobbe e sposò sua madre Matilde in Messico, dove era emigrato. Frida aveva due sorelle maggiori, Matilde e Adriana, e una sorella minore, Cristina.

Nel 1922 Frida si iscrisse alla prestigiosa National Preparatory School. Era una delle poche studentesse a frequentare la scuola e divenne famosa per il suo spirito gioviale e il suo amore per i vestiti e i gioielli tradizionali e colorati. In quegli anni cominciò a frequentare un gruppo di studenti politicamente e intellettualmente attivi, aderendo poi alla Young Communist League e al Partito Comunista Messicano.

L’incidente

Il 17 settembre 1925 Frida viaggiava su un autobus insieme a un compagno di scuola con il quale era coinvolta sentimentalmente, quando il veicolo si scontrò con un tram. Frida fu letteralmente impalata da un corrimano in acciaio, che entrò da un fianco e uscì dall’altro: riportò, ovviamente, diverse gravi ferite, tra cui fratture alla colonna vertebrale e al bacino. Fu ricoverata presso l’ospedale della Croce Rossa a Città del Messico, dove rimase per diverse settimane. Riuscì a recuperare, ma non si riprese mai del tutto da quel trauma. Cominciò a dipingere durante la sua guarigione e finì il suo primo autoritratto l’anno seguente.

L’amore con Diego

Un amore passionale e tormentato. Frida e Diego Rivera, famoso muralista messicano, si incontrarono per la prima volta nel 1922, quando lui si recò nel liceo frequentato dalla ragazza per lavorare ad un progetto. Cominciarono una relazione soltanto nel 1928 e l’anno seguente si sposarono. Durante i loro primi anni insieme, Frida spesso seguiva Diego in giro per il mondo. Per qualche tempo la coppia visse negli Stati Uniti; in seguito tornò a stabilirsi in Messico, a San Angel. Tuttavia, la relazione tra i due fu sempre travagliata, soprattutto a causa degli innumerevoli tradimenti di Rivera, uno dei quali consumato con la sorella minore di Frida, Cristina. La coppia attraversò quindi lunghi periodi di separazione, ma si riunì per aiutare il comunista sovietico in esilio Leon Trotsky e sua moglie Natalia nel 1937.

Le opere

Molte delle opere di Frida Kahlo sono autoritratti. Risale al 1939 “The two Fridas”, la sua opera più famosa, nella quale due versioni dell’artista siedono fianco a fianco, con entrambi i cuori esposti. Una Frida è vestita quasi interamente di bianco, ha un cuore danneggiato e macchie di sangue sui vestiti, mentre l’altra indossa abiti audaci e ha un cuore intatto.

The two Fridas

Stile e personalità

Frida ci abbaglia con il suo stile fatto di abiti tradizionali colorati e ampi foulard, gioielli vistosi e corone di fiori: un modo di vestire – ancora oggi fonte d’ispirazione per molti stilisti – che probabilmente era un invito ad avere coraggio nel presentarsi così come si è, anche fragili a volte. A rendere immortale l’immagine di Frida furono anche le sue sopracciglia, che l’artista sfoggiava con orgoglio: anche questo un modo per dire al mondo che lei c’era con tutto il suo bagaglio di personalità, anche se nell’animo era debole e affaticata. Il suo stile subì un profondo cambiamento dopo il divorzio da Diego Rivera, perchè Frida volle ribellarsi eliminando tutto ciò che al marito era sempre piaciuto di lei, tagliandosi i capelli e iniziando a indossare abiti maschili.

Epilogo di una vita e nascita di un’icona

Il destino di Frida fu duro fino alla fine. Nell’agosto del 1953, a causa di un’infezione degenerata in cancrena, le fu amputata la gamba destra. Morì nel 1954, ad appena 47 anni, a causa di un’embolia polmonare. Fu cremata e le sue ceneri sono conservate nella casa di Coyoacán in cui era nata e cresciuta: soprannominata “Casa Azul”, l’abitazione fu trasformata in museo nel 1958. Poco prima di morire, come sempre indomita, Frida Kahlo scrisse nel suo diario: «Spero che l’uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più». Così si esprime “La Forza”.

La Forza